“Il punto”

Immagino l’albo illustrato nelle mani di un adulto, letto individualmente o magari in gruppo, come una possibilità che ci diamo anche noi, perché chi scrive e illustra un albo parla a tutte le età della vita. A volte questa lingua fatta di immagini mischiate con le parole arriva più immediata.

Questo albo illustrato racconta l’esperienza di una bambina, Vashti, che sente di non saper disegnare. “Il foglio sul banco è più pulito che mai” al termine di una lezione di disegno. “È che proprio non so disegnare!” dice la bambina all’insegnante di arte.

Le immagini rendono bene il moto interiore della bambina e anche quello dell’insegnante. Lo zoom si sposta sull’insegnante, cui l’autore dedica una bellissima pagina con un primo piano che restituisce all’adulto educatore tutta la forza e l’intenzionalità che mette nel momento in cui riflette su cosa fare. E poi queste due parole, solo queste: “L’insegnante sorride”.

È lì, con quella bambina che non si sente capace e prova ad aprire uno spiraglio, rivolgendosi alla bambina così, con quel tanto di provocazione: “Fai un punto. Un semplice punto e poi guarda dove ti conduce!”. La bambina non capisce, sembra riluttante ma si affida. L’insegnante le chiede anche di firmare il foglio su cui ha fatto il punto. E ancora, stizzita, la bambina si affida. Ed ecco, personalmente, l’immagine che preferisco di questo albo: il foglio di Vashti con il punto e la sua firma in una cornice che io vedo dorata nell’aula di arte. Il resto dell’albo lo lascio a voi.

In quell’insegnante tratteggiata appena, non colorata, curiosa nella capigliatura mi sembra di scorgere una disposizione già aperta, qualcosa di “fuori norma” che probabilmente la aiuta ad essere innanzitutto accogliente: quel sorridere davanti al foglio bianco della bambina fa davvero pensare alla tranquillità di chi riesce a contenere la frustrazione dell’incapacità, il senso di inadeguatezza di fronte ad un compito. L’insegnante nel foglio bianco prova a vedere “un orso polare in una tempesta di neve”: sceglie in prima battuta la leggerezza, l’ironia. Ma la bambina la inchioda alla sua verità: non sa disegnare e chiede aiuto come riesce.

E lei risponde con un sentimento di fondo potentissimo in qualunque relazione educativa: la fiducia. C’è una grande competenza educativa nella scelta che fa quell’insegnante di proporre alla bambina di disegnare soltanto un punto: si tratta della capacità di fare una proposta che, forse in modo un po’ provocatorio, rimette la bambina in una zona di confort, una proposta adeguata a lei e nella quale lei senta di potersi cimentare senza troppa ansia di non riuscire.

E in ultimo c’è il quadro appeso nell’aula, simbolo di un’altra disposizione profondamente utile per una figura educativa: saper valorizzare davanti a tutti lo sforzo di ciascuno, saper riconoscere che ogni bambino fa quello che può che è il massimo per lui in quel momento.

Si tratta di “Il punto” di Peter H. Reynolds pubblicato da Ape Junior nel 2003.

Elisa Loprete, «Di albo in albo, per immagini e parole», Ovunque [in linea], anno 2 (2025) [pubblicato: 30 ott 2025], disponibile su World Wide Web: https://purl.org/ovunque/elisa-loprete-04.

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